S(i)ERADE D’AUTUN:VIDIDULE E ALVISE IN CONCERT A TOMBE DI BUJE

Sabide 26 di novembar 2022, aes 20.30
Tombe di Buje  
Centro Sociale Don Corrado
Alvise Nodale cjantautôr cjargnel  Vididule Project grup musicâl furlan
VIDIDULE E ALVISE IN CONCERT   S(i)ERADE D’AUTUN
in colaborazion cun Chei di Tombe   
cul contribût dal Comun di Buje
 
Vididule project la energjie dal folk rock intun repertori componût di cjançons di cjantautôr e di cjançons in furlan firmâts Vididule: grup ecletic, componût di cuatri vôs, oboe, tastieris, ghitare, bas e batarie.
 
Alvise Nodale al è l'erêt de cjançon di autôr che in Cjargne – il teritori di dulà che al ven – al svante lidrîs solidis, ma ancje de musiche tradizionâl che e à studiât e sunât cun mestris dal calibri di  Venier e Straulino. Al atîf doi discs, “Cont Flame” e “Te Dreamer”, e tantis colaborazions cun cjantants e grups  che lu fasin une figure centrâl de gnove sene musicâl dal Friûl.
 
 
ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili
 
 
La Vididule Project è un gruppo musicale del Friuli. E' attivo da dieci anni nel corso dei quali ha suonato in diversi eventi e collaborato musicalmente anche a spettacoli culturali. Ha elaborato così un repertorio con brani originali anche in lingua friulana. Nel 2019 producono il loro primo cd intitolando l’album Antesi che contiene sette canzoni e un brano strumentale. Nell’album si mescolano vari generi come il folk, il rock, il pop e il blues. L’anno scorso si è esibito anche all’interno della manifestazione Suns Europe a Udine.
Il gruppo attualmente è formato da:
 Marina Ferro: flauto  Gianna Saccomano: voce
 Daniele Ursella: chitarra  Nicholas Zampa: basso  Fabrizio Ursella: batteria
 
Alvise Nodale , cantautore carnico classe 1995, comincia la sua attività musicale come
chitarrista negli Incanti Erranti , esibendosi in vari locali del Friuli Venezia Giulia ... successivamente  compone otto brani in friulano che vanno a formare il suo primo disco auto prodotto “Conte Flame ” (2015). Nel  2018 è uscito per Seahorse Recordings il vero e proprio debutto del
cantautore “ The Dreamer ”, nove brani inediti.
Ha partecipato attivamente alle registrazioni dei dischi Effe (Nicole Coceancig), Noi Combattenti (Scuor) e Buere Lontane (Cristian Mauro)
Dal novembre del 2018 è voce, chitarra e bouzouki del progetto “ Storie Sbagliate ”, un
tributo a  De André, assieme a Nicole Coceancig, Veronica Urban e Massimo Silverio.
Il suo brano Las Rostes dal Cormôr viene inserito nel Le  Lotte del Cormôr 1950  (Nota, 2020) 
Nel 2021 esce Zornant un

BUJE TIERE DI FORNÂS E DI FORNASÎRS

Da oggi fino alla fine del mese, nella frazione di Avilla di Buja laAssociazion Culturâl El Tomât APS ha allestito una  mostra  ricca di memorie condivise dedicata a "Buje tiere di fornâs e di fornasîrs", nei giorni della festa della “Madonna della Salute” venerata dal lontano 1875 come “Madonna dei Fornaciai” e proclamata dal vescovo Battisti “Madonna della Ricostruzione”.

La vollero i fornaciai che a migliaia lasciavano il paese per recarsi nelle contrade dell'Impero austro-ungarico a far mattoni. La cronaca racconta dell'iniziativa del capomastro, Giovanni Ganzitti  Stramp,capuçat presso la fornace di Anton Graßl in quel di Monaco di Baviera. Fu Joseph Knabl, docente di scultura sacra all'Accademia delle arti figurative, a realizzare la statua; l'occhio esperto dei fornaciai bujesi ne seguì il processo di cottura nella fornace e a fine stagione nel 1875 fu trasportata fino alla stazione di Artegna, da dove la statua scese ad Avilla di Buja su un carro messo a disposizione della famiglia Gallina Carìe.

Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei gestori e dei proprietari delle botteghe aperte o riaperte, anche se ormai chiuse da alcuni anni, fotografie storiche e tematiche riempiono i "vuoti" nella cortina di vetrine delle strade di Avilla.

Sono riproduzioni, di grande formato, di foto provenienti sia dagli archivi di Tarcisio e Alvio Baldassi e di Egidio Tessaro sia da archivi privati, perchè ogni famiglia conserva ricordi di quelle stagioni di duro lavoro, di lunga emigrazione, di ingegnosa imprenditorialità delle generazioni che hanno popolato quasi duecento anni di vita della comunità bujese in Friuli e nel mondo.

Il percorso disegnato dalla esposizione “itinerante” trasforma il paese in luogo di apprendimento e di condivisione di memorie.

Le immagini e i testi offrono occasioni di un passaggio di testimone alle nuove generazioni e ai nuovi cittadini che abitano Buja: proprio la loro curiosità e la loro voglia di conoscere le radici della festa della Madonna della Salute ha sollecitato il Tomât a riproporre il racconto della epopea dei fornaciai che da questo paese hanno esportato l'arte del far mattoni, provenendo dalla scuola di un territorio in cui nell'ottocento erano operative almeno 19 fornaci.

Chi passerà in questi ultimi giorni di novembre nel borgo di Avilla potrà soffermarsi sulla storia di quelle rimaste operative fino al terremoto del 1976: la antica fornace Calligaro Cjocjo“la fornasate” di Arrio e la fornace industriale Calligaro Lene “il pravilegjo” di Urbignacco. Troverà anche ricordi della imprenditorialità bujese in Austria, Australia e Venezuela. Ingegno, fatica, lavoro si rispecchiano nelle storie e nelle fotografie della emigrazione per le strade di Germania dove si rievoca il triste capitolo dello sfruttamento della manodopera infantile.

 

une furlane in Irlande : grazie CINZIA

  

Fili per tessere

Andrew Ward, Cinzia Savonitti, Mary Lou McCord, Helen Hall, Linda Fearon

9 ottobre 2022 Forma artistica: danza/parola parlata
Data: 9 ottobre 2022 Ora: 14:00 – 16:00
Località: The Crescent Arts Center

Weaving Threads è una performance multi-artistica che riunisce i partecipanti di Open Arts che hanno sviluppato la propria pratica artistica attraverso il supporto delle sovvenzioni DDASF, distribuite dall'Università di Atipico. 

Con Andrew Ward (poesia), Cinzia Savonitti (danza), Mary Lou McCord (musica con il supporto di Drake Music NI) e facilitata da Helen Hall e Linda Fearon. Questo lavoro in corso esplora la loro pratica individuale e i fili di connessione tra. 
In questo, il 30° anniversario di Open Arts e il 10° anniversario di Bounce, la performance celebra la connessione tra il programma partecipativo Open Arts e lo sviluppo individuale sostenuto dall'Università di Atipico.

Con Andrew Ward (poesia), Cinzia Savonitti (danza), Mary Lou McCord (musica con il supporto di Drake Music NI) e facilitata da Helen Hall e Linda Fearon. Questo lavoro in corso esplora la loro pratica individuale e i fili di connessione tra. 
In questo, il 30° anniversario di Open Arts e il 10° anniversario di Bounce, la performance celebra la connessione tra il programma partecipativo Open Arts e lo sviluppo individuale sostenuto dall'Università di Atipico.

La missione di Open Arts è ispirare e sostenere la creatività e lo sviluppo artistico delle persone disabili.
Non c'è un lavoro partecipativo simile in corso in Irlanda del Nord con l'ambizione e la portata; molteplici forme d'arte con così tante persone con disabilità così diverse e bisogni di supporto aggiuntivi: le nostre attività coinvolgono persone con disabilità fisiche, di apprendimento e sensoriali; persone con problemi di salute mentale e coloro che sono neurodiversi.

 

Andrew Ward è membro del gruppo di scrittura creativa Open Arts dal 2012 e, più recentemente, è entrato a far parte del gruppo teatrale Open Arts. 

Ha preso parte regolarmente a Purely Poetry, slam di poesia e ha frequentato numerosi altri gruppi di scrittura. Andrew ha un vivo interesse per l'illustrazione. Nel 2020 Andrew ha ricevuto una borsa di studio dell'Università di Atipico per esplorare la sua infanzia, attraverso la poesia, alla luce della sua diagnosi di autismo in età avanzata.

Cinzia Savonitti, originaria dell'Italia, è venuta a Belfast come volontaria SVE con il Crescent Arts Centre, quando ha scoperto la compagnia di danza Open Arts e Luminous Soul. I momenti salienti della sua carriera di danza includono l'esibizione all'Echo Echo Festival, il ritratto di Hermia nella produzione Open Arts di Midsummer Night's Dream e la partecipazione ai MeetShareDance Festivals. Nel 2021 Cinzia ha ricevuto una borsa di studio dell'Università degli Atipici per sviluppare il proprio lavoro di danza esplorando la disabilitàproduzione Open Arts di Midsummer Night's Dream e la partecipazione ai MeetShareDance Festivals. Nel 2021 Cinzia ha ricevuto una borsa di studio dell'Università degli Atipici per sviluppare il proprio lavoro di danza esplorando la disabilità e il linguaggio.

 

Mary Lou McCord partecipa al teatro, alle arti visive ed è una ballerina di Luminous Soul e si è esibita in tutta l'Irlanda del Nord sia nel teatro che nella danza. Mary Lou è anche una musicista con Drake Music NI dal 1993 e si è esibita in tutta Europa. Nel 2020 Mary Lou ha ricevuto una borsa di studio dell'Università di Atipico per comporre, registrare e modificare le proprie composizioni musicali. 

 

Helen Hall è la coreografa di Luminous Soul. Helen crea e produce anche il proprio lavoro che è stato eseguito in molti festival. Nel 2021 è stata incaricata dall'Università di Atipico di produrre "Collecting Moments"; presentato a Bounce. Nel 2017 ha ricevuto una commissione illimitata per creare "Inside The Speaker". Questo è stato incluso in molti festival; più recentemente, il Belfast Children's Festival 2020. Oltre a creare il proprio lavoro performativo, collabora regolarmente con molte organizzazioni artistiche con sede a Belfast per ideare e fornire progetti basati sulla performance.

 

Linda Fearon è un membro fondatore della compagnia di danza Luminous Soul e si è esibita in tutta l'Irlanda del Nord con la compagnia. Linda ha partecipato ai festival MeetShareDance in Portogallo e Belfast. Linda si è formata con numerosi ballerini e coreografi tra cui Marc Brew, Caroline Bowditch e Claire Cunningham e ha ballato con compagnie tra cui Maiden Voyage Dance, Echo Echo Dance e Pony Dance. 

 

https://universityofatypical.org/

https://universityofatypical.org/bounce/

https://universityofatypical.org/bounce-performances/weaving-threads-andrew-ward-cinzia-savonitti-mary-lou-mccord-helen-hall-linda-fearon/

 

Il cjant de intdi Renzo Stefanutti
sarà messa in onda su radio Ulster  in occasione dello spettacolo: ... la lingua friulana in Nord Irlanda !
Renzo Stefanutti • Il cercli crevât https://open.spotify.com/track/6KtP1kfpVE9jVooCrexr1r

vinars ai 4 di Novembar

vinars ai 4 di Novembar aes vot e mieze di sere
te sede A.N.A. di Mont di Buje
in collaborazione con
Associazione Nazionale Alpini Gruppo di Buja
Sezione ANPI "Wilma e Ranieri Pezzetta"
con il Patrocinio della Rete Italiana European Green Belt
IMMAGINI DELLA CORTINA DI FERRO
videoproiezion dai documentaris 
di Stefano Morandini
Antropologo| Ricercatore |Documentarista
 
Intal 1947, a doi agns de fin de  Seconde Vuere Mondiâl, al ven fissât il gnûf confin tra la Italie e  chê che e jere la Jugoslavie.

Fin cuant che al colarà il  Mûr di Berlin, intal 1989,  il Friûl al ven jemplât di servitûts militârs, casermis e bunker, par difindisi de pôre de invasion:
il confin al jere deventât la cortina di ferro che e separave, tant che un mûr insuperabil, la Europe ocidentâl anglosassone, latine e democratiche di chê orientâl, slave e comuniste.

Vuê cheste frontiere nus somee dome un brut ricuart, che o stin smenteant.
Stefano Morandini, cu lis sôs imagjinis e  i siei coments, nus  compagnarà,  cun memoriis e storiis di lûcs e di personis, dentri struturis militârs aromai abandonadis e paisaçs familiârs.
 
Nel 1947, conclusa la Seconda Guerra Mondiale fu stabilito il nuovo confine tra l’allora Jugoslavia e l’Italia; fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 il Friuli fu occupato da servitù militari, caserme e bunker per difenderci dalla paura dell'invasione: il confine divenne la cortina di ferro che separava, come barriera invalicabile, l'Europa occidentale anglosassone, latina e democratica da quella orientale, slava e comunista.
Oggi l’inutile frontiera è solo un brutto ricordo e le immagini di Stefano Morandini, presente per accompagnare le proiezioni con i suoi commenti, ripercorrono memorie e storie di luoghi e di persone fra infrastrutture militari ormai abbandonate e paesaggi familiari.
 
 
 

Zornade Mondiâl dal Rifugjât

Zornade Mondiâl dal Rifugjât

 

Chi è il rifugiato?

Il rifugiato è una persona che, “per fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale od opinione politica, si trova fuori del Paese di cui ha la cittadinanza e non può a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale Paese”.

(Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati, art.1)

 

Il 20 di Jugn si celebre la Zornade Mondiâl dal Rifugjât, apontament anuâl volût da l’Asemblee Gjenerâl da lis Nazions Unidis, che e à tant che obietîf la sensibilizazion da la opinion publiche su la condizion, dispès no cognossude, di cheste categorie particolâr di migrants.

 

La Zornade Mondiâl dal Rifugjât si propon di rifleti su lis sieltis dificilis che un rifugjât al è spes costret a fâ ta la sô vite par cirî protezion: “Restâ blocâts intune realtât fate di gueris e di muart?” “Scjampâ e lassâ la sô famee?” “Restâ e scombati cuintri ?” “In ce mans meti la propie vite e cemût frontâ il doman ?”

 

Cence distinzions, dutis lis personis costretis a scjampâ a àn il dirit di jessi protetis e di rivâ a tornâ a fâ su lis lôr vitis,.

Asîl, acet, inclusion sociâl e civîl: par dâ protezion e integrazion al covente dâ ai rifugjâts un paîs dulà vivi e vê la pussibilitât di studiâ, imparâ e lavorâ .

 

DICHIARAZIONE DI ERICE su ‘LA SALUTE DEI MIGRANTI.

UNA SFIDA DI EQUITA’ PER IL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO’

Noi sottoscriventi, medici, ricercatori, accademici, direttori, dirigenti e operatori del settore sociosanitario a livello nazionale e locale, allievi e docenti del Corso “LA SALUTE DEI MIGRANTI: UNA SFIDA DI EQUITA’ PER IL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO”, evento patrocinato dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e svoltosi nell’ambito della Scuola Superiore di Epidemiologia e Medicina Preventiva della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice dal 28 marzo al 2 aprile 2022, preso atto che le persone di origine straniera o con background migratorio rappresentano una componente strutturale e significativa della popolazione presente in Italia, che si rende attivamente protagonista di un significativo contributo in termini culturali, sociali ed economici a beneficio dell’intera collettività e che deve essere sistematicamente considerata all’interno delle politiche per la salute rivolte all’intera popolazione in una prospettiva di equità; consapevoli che la pandemia di COVID-19, tutt’ora in corso, ha fatto emergere specifiche vulnerabilità ed esasperato le disuguaglianze preesistenti, anche a carico delle persone migranti, dimostrando che gli interventi di Sanità pubblica che programmaticamente le includono aumentano la protezione dell’intera collettività in una prospettiva di Salute Globale; preoccupati delle ricadute legate ai numerosi e gravi conflitti bellici in corso sul pianeta che, insieme al carico di morte, violenza e disperazione, producono spesso ingenti flussi migratori internazionali e di sfollati interni (nel caso dell’Ucraina, in particolare donne, bambini e anziani) e lasciano in eredità situazioni fortemente traumatiche in grado di condizionare pesantemente la qualità di vita di chi ne è vittima; consapevoli dell’esistenza, all’interno della popolazione straniera in Italia, di gruppi con specifiche vulnerabilità di natura socio-economica riconducibili all’azione dei cosiddetti ‘determinanti strutturali della salute’; consapevoli che, a fronte di una normativa sanitaria nazionale di natura inclusiva persistono, in modo disomogeneo sul territorio da Regione a Regione/P.A., barriere di natura amministrativa, organizzativa, psicologica e linguistica; preso atto che le principali istituzioni e agenzie internazionali, con particolare riferimento all’OMS, hanno prodotto negli ultimi anni Report e Documenti, anche in forma di Risoluzioni, che raccomandano di agire con politiche intersettoriali sulla base del riconoscimento di un diritto alla salute senza alcuna discriminazione 1 , affermiamo convintamente la necessità che le Istituzioni a livello statuale, regionale/provinciale e locale promuovano politiche fortemente inclusive di tutte le tipologie di persone migranti non solo sotto l’aspetto sanitario - in termini di accessibilità e fruibilità dei servizi di prevenzione, cura e riabilitazione necessari - ma anche sotto quello della loro promozione e protezione sociale;

sottolineiamo quanto sia fondamentale – in coerenza con le raccomandazioni prodotte dall’Ufficio regionale europeo dell’OMS nel dicembre 20202 – realizzare le condizioni normative, amministrative, tecniche e professionali che possono permettere un effettivo monitoraggio della salute di migranti e rifugiati; manifestiamo una particolare preoccupazione a fronte delle profonde disomogeneità tra Regioni e Provincie Autonome nell’applicazione effettiva dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 3 e delle altre disposizioni assistenziali rivolte a donne, uomini e bambini comunitari (con specifico riferimento agli Europei non iscrivibili al Servizio sanitario - ENI) e non comunitari (con specifico riferimento a quanti non sono in possesso di permesso di soggiorno in corso di validità - STP). Sulla base di quanto sopra espresso: sollecitiamo l’applicazione su tutto il territorio nazionale delle Linee Guida già disponibili4 relative all’accoglienza (nelle sue diverse fasi) e alle modalità di verifica delle condizioni di salute delle persone migranti con specifiche condizioni/necessità e delle successive azioni di presa in carico sulla base delle evidenze scientifiche disponibili; auspichiamo l’attivazione di interventi relativi alla realizzazione di politiche intersettoriali e di azioni di empowerment a favore delle comunità straniere in Italia per la promozione della loro salute; in particolare auspichiamo la valorizzazione delle competenze diffuse della società civile organizzata nell’ambito della promozione e tutela della salute delle persone più fragili, in una logica virtuosa di sussidiarietà circolare per conoscere, intercettare e prendersi carico in forma integrata delle situazioni di maggiore vulnerabilità; sollecitiamo la promozione e l’implementazione di azioni di contrasto alle possibili disuguaglianze nella salute e nell’assistenza che colpiscono le popolazioni migranti - con particolare riferimento alla possibilità di raggiungere attivamente i gruppi maggiormente vulnerabili (i cosiddetti ‘hard to reach’) - attraverso interventi di sanità pubblica ‘di prossimità’ (improntati alle seguenti caratteristiche: outreach; mediazione di sistema; coinvolgimento di individui, istituzioni e comunità) e la diffusione ed applicazione dello strumento dell’Health Equity Audit; raccomandiamo di migliorare la qualità della raccolta delle variabili chiave di interesse5 ovvero di inserirle nei flussi informativi sanitari correnti, nei registri di patologia e nelle ricerche scientifiche, per poter disaggregare i dati di interesse finalizzati alla promozione e alla tutela della salute delle comunità di immigrati - nel rispetto dei vincoli di privacy - e per poter far comunicare tra loro i diversi flussi tramite ‘record linkage’. Ciò risulta indispensabile al fine di disporre stabilmente di informazioni affidabili sui bisogni di salute e le criticità assistenziali sulla cui base definire i documenti di programmazione sanitaria per i diversi ambiti di interesse (ad esempio, per la prevenzione vaccinale e oncologica, per i diversi ambiti clinici e riabilitativi…) e la relativa valutazione degli outcome di salute e di assistenza;

chiediamo di garantire, in tutte le articolazioni del servizio sanitario pubblico ed in particolare nelle Aziende sanitarie locali (nelle loro varie denominazioni), condizioni che assicurino stabilità ai progetti e agli interventi di promozione e tutela della salute delle persone migranti, qualunque sia il loro status giuridico, assicurandone l’inserimento in tutti i programmi/interventi, anche attraverso l’eventuale definizione nell’organigramma aziendale di UU.OO. dedicate e/o l’istituzione di tavoli aziendali interdipartimentali/interdistrettuali specificamente dedicati; segnaliamo la necessità di superare la grande frammentarietà e disomogeneità relativa all’individuazione dei requisiti e delle procedure funzionali all’accessibilità e fruibilità delle diverse tipologie di assistenza, compresi i livelli di esenzione al pagamento delle prestazioni, favorendo dei codici unici nazionali, in particolare per le persone con codici STP o ENI; chiediamo di garantire effettivamente a tutti i minori presenti sul territorio nazionale, figli di genitori stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno e di comunitari in condizioni di fragilità non iscrivibili al servizio sanitario (ENI), l’iscrizione al Pediatra di Libera Scelta (PLS), includendoli così nel sistema di tutela già attivo per i minori italiani e per quelli di famiglie straniere residenti (o comunque regolarmente presenti), come d’altronde già previsto dai citati LEA (Art. 63, comma 4); chiediamo inoltre alle Istituzioni a vario titolo coinvolte nell’obiettivo della salute per tutti - con particolare riferimento al necessario ruolo di coordinamento e di stewardship del Ministero della Salute e degli Enti da questo vigilati - di rafforzare l’azione di governance e potenziare gli indirizzi e gli strumenti di preparedness, anche al fine di poter meglio rispondere alle esigenze di una società soggetta a cambiamenti demografici, sociali ed epidemiologici e ad eventuali minacce sanitarie future, in maniera più tempestiva ed omogenea, anche attraverso un’ottimale utilizzazione dei finanziamenti collegati al PNRR; in particolare, con riferimento a quanto previsto per le ‘Case della Comunità’, si propone che queste includano i servizi di cure primarie integrate destinati anche a stranieri in possesso di tessera STP o ENI; sollecitiamo una specifica attenzione alla promozione e adozione di tutti quegli interventi ed azioni in grado di sostenere la ‘competenza culturale’ del sistema sanitario pubblico (oltre che dei suoi singoli operatori) nella direzione di una progressiva e più diffusa ‘sensibilità alle differenze’, rafforzando in particolare l’utilizzo dell’approccio della mediazione di sistema. In particolare, sollecitiamo: 1) la promozione di iniziative e percorsi di formazione pre- e post-laurea e di formazione continua dei professionisti - da parte delle Università e delle Aziende sanitarie attraverso l’inclusione nei loro Piani di formazione obbligatoria/ECM – che abbiano una prospettiva di pluralismo culturale con un approccio di tipo transculturale e un impianto multiprofessionale e multidisciplinare; 2) una specifica attenzione sulla necessità di garantire - con particolare riferimento ad alcuni servizi quali quelli consultoriali e quelli per la salute mentale, anche con riferimento alla possibilità di presa in carico di persone che hanno subito violenza intenzionale – la presenza di operatori specificamente competenti e formati al lavoro in équipe multidisciplinare e di garantire comunque a tutti i servizi, compresi quelli di natura ospedaliera, la possibilità di fruire, laddove si rendesse necessario, di efficaci interventi di mediazione linguistico-culturale; con riferimento alla comunicazione mass mediatica, chiediamo accuratezza e correttezza nella narrazione delle tematiche sanitarie in associazione alla migrazione e ai suoi protagonisti, nella convinzione che il rispetto dei principi deontologici della professione giornalistica6 contribuisca a rimuovere pregiudizi e falsi allarmismi e a produrre una visione consapevole più complessa e meno stereotipata.

 

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