BUJE pe Zornade de Memorie

BUJE:

sabide ai 28 di Zenâr

iniziativis pe Zornade de Memorie


Buje e à dât tant ae cause de libertât: oms e feminis, partesans e depuartâts. Un grant contribût di sacrifici e di sanc che nol pues jessi dismenteât.
Par chest, cul patrocini dal Comun di BUJE, la Associazion Culturâl El Tomât APS in colaborazion cu la sezion di Buie dal A.N.P.I. intitulade a   “Vilma e Ranieri Pezzetta” e cul grup di Buie de A.N.A. Associazion Nazionâl Alpins, e à promovût,  ancje chest an, pal dopomisdì di sabide ai 28 di Zenâr aes cuatri dopodimisdì, la cerimonie di deposizion de corone ae stele che e ricuarde i depuartâts buiês muarts intai cjamps di stermini, stele volude e  donade di Bianca Marini Solari.

In cheste ocasion e vignarà dade leture di aponts di storiis de lôr vite, risultâts di ricercjis in cors, curadis da socis dal Tomât e de ANPI di Buie, onorant cussì l'impegn de memorie e de riflession, in ricuart dal stermini e des persecuzions dal popul ebraic e di dutis lis vitimis dai cjamps di concentrament naziscj e fassiscj.

Aes sîs sotsere lì de sede ANA di Mont di Buie al vignarà proietât il video, prodot de ANPI di Udin, cun tocs dal “Diari di presonie di Giovanni Malisani”, sottenent furlan dai Alpins: un dai 600.000 Internâts Talians Militârs I.M.I.: lis peraulis dal sottenent  dai Alpins, si instrecin al filmât di Benedet Parisi. tun cuadri di fuartis emozions .

Il dopomisdì si concludarà, simpri inte sede de ANA in Mont di Buie, cu la vision dal cine documentari, dedicât al cjamp di concentrament di Gonârs,“DI LÀ DAL FÎL” prodot di “Agherose”, in presince dal regjist, Dorino Minigutti. Il documentari al conte la storie inedite di un grup di fruts sorevivûts intal cjamp di concentrament di Gonârs che al è stât  un dai cjamps talians  dulà che a vignirin internâts i abitants di interiis vilis slovenis e cravuatis
Cemût che dîs la senatore Liliane Segre,  par contrastâ la indiference, al covente no diszontâ la lote al antisemitisim de memorie des vitimis presintis des vueris, des persecuzions e des ditaturis e nancje dal refût plui gjenerâl dal razisim, des discriminazions e dai prejudizis, cemût che nus disin i principis fondamentâi de nestre Costituzion Republicane.

 

BUJA : sabato 28 gennaio : iniziative per la Giornata della Memoria

Buia ha dato molto alla causa della libertà: 54 caduti, uomini e donne, partigiani e deportati. Un grande contributo di sacrificio e di sangue che non può essere dimenticato.

Per questo, con il patrocinio del Comune di BUJA, la Associazion Culturâl El Tomât APS in collaborazione con la sezione di Buja dell'A.N.P.I. intitolata a  “Vilma e Ranieri Pezzetta” e con il gruppo di Buja dell' A.N.A. Associazione Nazionale Alpini, ha promosso, anche quest'anno, per il pomeriggio di sabato 28 gennaio alle ore 16.oo la cerimonia di deposizione della corona alla stele che ricorda i deportati bujesi deceduti nei campi di sterminio, stele voluta e donata da Bianca Marini Solari nel 1998.

 In questa occasione verrà data lettura di appunti di storie delle loro vite, risultati da ricerche in corso, curate dai soci del Tomât e dell'ANPI di Buja, onorando così l'impegno della memoria e della riflessione, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e di tutte le vittime dei campi di concentramento nazisti e fascisti.

 Successivamente alle ore 18.oo presso la sede ANA di Monte di Buja verrà proiettato il video, prodotto dall'ANPI di Udine, con brani tratti dal “Diario di prigionia di Giovanni Malisani”, sottotenente friulano degli Alpini: uno dei 600.000 Internati Militari Italiani I.M.I.: le parole del sottotenente degli Alpini, si intrecciano al filmato di Benedetto Parisi. restituendo un quadro di toccanti emozioni.


Il pomeriggio si concluderà, sempre nella sede di Monte di Buja, con la visione del film documentario, dedicato al campo di concentramento di Gonars,
“OLTRE IL FILO” prodotto da “Agherose”, alla presenza del regista, Dorino Minigutti. Il documentario racconta l'inedita storia di un gruppo di bambini sopravvissuti nel campo di concentramento di Gonars che fu uno dei campi italiani dove vennero internati gli abitanti di interi villaggi sloveni e croati e nei quali morirono di stenti migliaia di persone. 'Oltre il filo' accompagna i bambini di allora in un viaggio nella memoria: i protagonisti riflettono sui propri traumi, quei segni invisibili che li hanno accompagnati nel corso della vita, rivedendo i disegni e i componimenti con cui raccontarono quella terribile esperienza.

Come sottolinea la senatrice Liliana Segre, per contrastare l’oblio e la indifferenza, è necessario non disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla memoria delle vittime odierne delle guerre, delle persecuzioni e delle dittature né dalla più generale ripulsa del razzismo, delle discriminazioni e dei pregiudizi, come ci ricordano i principi fondamentali della nostra Costituzione Repubblicana.

  

 

 

 
 
 

il nestris auguri pal 2023 DONNA VITA LIBERTA

«FEMINIS, VITE, LIBERTÂT: pal 2023

DIRITS UMANS PAR DUTIS DAPARDUT»

“Donna, Vita, Libertà”

Jin, Jîyan, Azadî (femine, vite, libertât)

al è il sproc che al nas intai cuaders des feminis curdis



In trê peraulis, che cjatin lis lôr lidrîs inte storie, a son cjapâts dentri i principis des protestis in difese dai dirits des feminis, che dai teritoris dal Kurdistan in Turchie, Sirie e Irak, si son slargjadis tal 2022 in Iran e in Afghanistan e dapardut tal mont.

 

La libertât e à di nassi de lote des feminis, dal lôr mût di doprâ

la vite e la politiche par cjapâ a cûr il benstâ de comunitât.


Nô feminis no vin un rûl inte rivoluzion: nô feminis o sin la rivoluzion.”

Women Weaving the Future

 

 

il nestri auguri pal 2023: continuâ a lotâ par che a vegnin garantîts tal mont  ducj i dirits inalienabii cence distinzions di raze, colôr, religjon, ses, lenghe, origjin, nassite o opinions

 

 

 

Ho vent’anni. Il mondo intero non può aiutarmi, quindi come posso vivere in una gabbia di vetro? Voglio allargare i miei rami, estendere le mie radici, respirare largamente quanto i miei polmoni. I miei occhi più li chiudevo, più sognavo ed essi vedevano sempre più lontano. Niente al mondo può fermarmi. Sono un torrente impetuoso, un vulcano ruggente, un’energia esplosiva a cui nessun corpo, legge o autorità può impedire di crescere” Najwa Barakat

 

Negli orizzonti del mio paese sei diventata un arcobaleno sacro per le donne del mondo.Nella pianura spezzata, il vento tenero dei tuoi capelli ha fatto scorrere fonti e fiumi”. Cano Şakir

 

 

Jin, Jîyan, Azadî (donna, vita, libertà) è il motto che nasce nei quaderni delle donne curde.

In tre parole, che affondano le radici nella storia, sono racchiusi i principi delle proteste in difesa dei diritti delle donne. Proteste che dai territori curdi di Turchia, Siria e Iraq, si sono allargate all’Iran, all'Afghanistan e al mondo intero

La libertà deve nascere necessariamente dalla lotta delle donne, dal nostro modo di modellare la vita e di intendere la politica come cura della comunità.

Noi donne non abbiamo un ruolo nella rivoluzione: noi donne siamo la rivoluzione. Women Weaving the Future

 

BUJE TIERE DI FORNÂS E DI FORNASÎRS

Da oggi fino alla fine del mese, nella frazione di Avilla di Buja laAssociazion Culturâl El Tomât APS ha allestito una  mostra  ricca di memorie condivise dedicata a "Buje tiere di fornâs e di fornasîrs", nei giorni della festa della “Madonna della Salute” venerata dal lontano 1875 come “Madonna dei Fornaciai” e proclamata dal vescovo Battisti “Madonna della Ricostruzione”.

La vollero i fornaciai che a migliaia lasciavano il paese per recarsi nelle contrade dell'Impero austro-ungarico a far mattoni. La cronaca racconta dell'iniziativa del capomastro, Giovanni Ganzitti  Stramp,capuçat presso la fornace di Anton Graßl in quel di Monaco di Baviera. Fu Joseph Knabl, docente di scultura sacra all'Accademia delle arti figurative, a realizzare la statua; l'occhio esperto dei fornaciai bujesi ne seguì il processo di cottura nella fornace e a fine stagione nel 1875 fu trasportata fino alla stazione di Artegna, da dove la statua scese ad Avilla di Buja su un carro messo a disposizione della famiglia Gallina Carìe.

Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei gestori e dei proprietari delle botteghe aperte o riaperte, anche se ormai chiuse da alcuni anni, fotografie storiche e tematiche riempiono i "vuoti" nella cortina di vetrine delle strade di Avilla.

Sono riproduzioni, di grande formato, di foto provenienti sia dagli archivi di Tarcisio e Alvio Baldassi e di Egidio Tessaro sia da archivi privati, perchè ogni famiglia conserva ricordi di quelle stagioni di duro lavoro, di lunga emigrazione, di ingegnosa imprenditorialità delle generazioni che hanno popolato quasi duecento anni di vita della comunità bujese in Friuli e nel mondo.

Il percorso disegnato dalla esposizione “itinerante” trasforma il paese in luogo di apprendimento e di condivisione di memorie.

Le immagini e i testi offrono occasioni di un passaggio di testimone alle nuove generazioni e ai nuovi cittadini che abitano Buja: proprio la loro curiosità e la loro voglia di conoscere le radici della festa della Madonna della Salute ha sollecitato il Tomât a riproporre il racconto della epopea dei fornaciai che da questo paese hanno esportato l'arte del far mattoni, provenendo dalla scuola di un territorio in cui nell'ottocento erano operative almeno 19 fornaci.

Chi passerà in questi ultimi giorni di novembre nel borgo di Avilla potrà soffermarsi sulla storia di quelle rimaste operative fino al terremoto del 1976: la antica fornace Calligaro Cjocjo“la fornasate” di Arrio e la fornace industriale Calligaro Lene “il pravilegjo” di Urbignacco. Troverà anche ricordi della imprenditorialità bujese in Austria, Australia e Venezuela. Ingegno, fatica, lavoro si rispecchiano nelle storie e nelle fotografie della emigrazione per le strade di Germania dove si rievoca il triste capitolo dello sfruttamento della manodopera infantile.

 

S(i)ERADE D’AUTUN:VIDIDULE E ALVISE IN CONCERT A TOMBE DI BUJE

Sabide 26 di novembar 2022, aes 20.30
Tombe di Buje  
Centro Sociale Don Corrado
Alvise Nodale cjantautôr cjargnel  Vididule Project grup musicâl furlan
VIDIDULE E ALVISE IN CONCERT   S(i)ERADE D’AUTUN
in colaborazion cun Chei di Tombe   
cul contribût dal Comun di Buje
 
Vididule project la energjie dal folk rock intun repertori componût di cjançons di cjantautôr e di cjançons in furlan firmâts Vididule: grup ecletic, componût di cuatri vôs, oboe, tastieris, ghitare, bas e batarie.
 
Alvise Nodale al è l'erêt de cjançon di autôr che in Cjargne – il teritori di dulà che al ven – al svante lidrîs solidis, ma ancje de musiche tradizionâl che e à studiât e sunât cun mestris dal calibri di  Venier e Straulino. Al atîf doi discs, “Cont Flame” e “Te Dreamer”, e tantis colaborazions cun cjantants e grups  che lu fasin une figure centrâl de gnove sene musicâl dal Friûl.
 
 
ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili
 
 
La Vididule Project è un gruppo musicale del Friuli. E' attivo da dieci anni nel corso dei quali ha suonato in diversi eventi e collaborato musicalmente anche a spettacoli culturali. Ha elaborato così un repertorio con brani originali anche in lingua friulana. Nel 2019 producono il loro primo cd intitolando l’album Antesi che contiene sette canzoni e un brano strumentale. Nell’album si mescolano vari generi come il folk, il rock, il pop e il blues. L’anno scorso si è esibito anche all’interno della manifestazione Suns Europe a Udine.
Il gruppo attualmente è formato da:
 Marina Ferro: flauto  Gianna Saccomano: voce
 Daniele Ursella: chitarra  Nicholas Zampa: basso  Fabrizio Ursella: batteria
 
Alvise Nodale , cantautore carnico classe 1995, comincia la sua attività musicale come
chitarrista negli Incanti Erranti , esibendosi in vari locali del Friuli Venezia Giulia ... successivamente  compone otto brani in friulano che vanno a formare il suo primo disco auto prodotto “Conte Flame ” (2015). Nel  2018 è uscito per Seahorse Recordings il vero e proprio debutto del
cantautore “ The Dreamer ”, nove brani inediti.
Ha partecipato attivamente alle registrazioni dei dischi Effe (Nicole Coceancig), Noi Combattenti (Scuor) e Buere Lontane (Cristian Mauro)
Dal novembre del 2018 è voce, chitarra e bouzouki del progetto “ Storie Sbagliate ”, un
tributo a  De André, assieme a Nicole Coceancig, Veronica Urban e Massimo Silverio.
Il suo brano Las Rostes dal Cormôr viene inserito nel Le  Lotte del Cormôr 1950  (Nota, 2020) 
Nel 2021 esce Zornant un

vinars ai 4 di Novembar

vinars ai 4 di Novembar aes vot e mieze di sere
te sede A.N.A. di Mont di Buje
in collaborazione con
Associazione Nazionale Alpini Gruppo di Buja
Sezione ANPI "Wilma e Ranieri Pezzetta"
con il Patrocinio della Rete Italiana European Green Belt
IMMAGINI DELLA CORTINA DI FERRO
videoproiezion dai documentaris 
di Stefano Morandini
Antropologo| Ricercatore |Documentarista
 
Intal 1947, a doi agns de fin de  Seconde Vuere Mondiâl, al ven fissât il gnûf confin tra la Italie e  chê che e jere la Jugoslavie.

Fin cuant che al colarà il  Mûr di Berlin, intal 1989,  il Friûl al ven jemplât di servitûts militârs, casermis e bunker, par difindisi de pôre de invasion:
il confin al jere deventât la cortina di ferro che e separave, tant che un mûr insuperabil, la Europe ocidentâl anglosassone, latine e democratiche di chê orientâl, slave e comuniste.

Vuê cheste frontiere nus somee dome un brut ricuart, che o stin smenteant.
Stefano Morandini, cu lis sôs imagjinis e  i siei coments, nus  compagnarà,  cun memoriis e storiis di lûcs e di personis, dentri struturis militârs aromai abandonadis e paisaçs familiârs.
 
Nel 1947, conclusa la Seconda Guerra Mondiale fu stabilito il nuovo confine tra l’allora Jugoslavia e l’Italia; fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 il Friuli fu occupato da servitù militari, caserme e bunker per difenderci dalla paura dell'invasione: il confine divenne la cortina di ferro che separava, come barriera invalicabile, l'Europa occidentale anglosassone, latina e democratica da quella orientale, slava e comunista.
Oggi l’inutile frontiera è solo un brutto ricordo e le immagini di Stefano Morandini, presente per accompagnare le proiezioni con i suoi commenti, ripercorrono memorie e storie di luoghi e di persone fra infrastrutture militari ormai abbandonate e paesaggi familiari.
 
 
 

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