Scuole a Buja

Scuole a Buja.  Le riflessioni di Silva Ganzitti, nostra socia,  sintesi degli aspetti antropologici e sociali, spunto per una piattaforma di discussione e approfondimento, traccia per un disegno  di paese abitato, in un'ottica che noi condividiamo. Il direttivo de "el tomât". 

Un polo scolastico? due? tre?
Ho seguito con costante attenzione i lavori della commissione dedicata all'argomento e ho notato che, non senza ragione, la questione economica ha avuto nell'affrontare il discorso un'importanza preponderante. Pur non volendo essere un sognatore, attività che di questi tempi non ti dà più non solo da mangiare ma neppure materiale da sognare, continuo a rimanere perplessa riguardo alla quasi nulla attenzione riservata a uno scenario che porterebbe all'accentramento dei o del polo scolastico.
Evidentemente le frazioni in cui sono presenti oggi le scuole primarie non ricevono un indotto economico proveniente anche indirettamente dalla loro localizzazione, ma potremmo dire con certezza che il processo di depauperizzazione già iniziato molti anni fa, a mio avviso anche per via di una mancata politica 'sociale' e dunque aggregativa e peggiorata negli anni in questo senso, non riceverà in questo modo il colpo di grazia?
Credo infatti che la scelta che andremo a compiere (continuo a volermi sentire implicata in questo processo che desidero massimamente partecipativo) debba tenere conto anche di quello che accadrà sulla scena sociale: senza scuole, tanto Madonna che Avilla saranno presto frazioni morte, anche perché prive o private anche anticipatamente di prospettive. Perché, infatti, pensare negli anni a parchi, giardini pubblici, centri sociali, case della musica e chi più ne ha più ne metta, in luoghi di fatto distanti dalla presenza di bambini e ragazzi, che a quel punto saranno diventati solo zone residenziali? Nessun progetto di piazze che rivivono, in cui i più piccoli possono giocare a campana, in cui gli anziani si siedono sotto i portici e semplicemente guardano, o più semplicemente ancora, vivono una vita di paese. Diventerà a mio parere qualcosa il cui interesse scemerà un poco per volta, sostituito da altri, più attinenti alla realtà che si vivrà in quei frangenti.
Non sono nostalgica, ma credo che si debba fare molta attenzione a decidere per soluzioni che, in qualche modo, permetterebbero l'assenza di problemi per alcuni anni, quale è per esempio la costruzione di un polo ex novo. Mi piace invece pensare che ci si debba adattare ai cambiamenti man mano che accadono, seguendoli un poco per volta, con la lungimiranza delle piccole opere, piuttosto che delle grandi opere. Che certamente appagano di meno anche l'occhio, che sembrano non portare a nulla, ma che, se guardate da vicino, seguono invece i contorni, i perimetri, gli spazi, la gente.
In definitiva la mia richiesta è la seguente, di pensare tre poli, uno a Collosomano, per la secondaria, e due sui siti attuali di Avilla e Madonna, per le primarie. Suggerirei uno studio della viabilità che permettesse solo l'arrivo in scuolabus, con la strada interdetta a partire dalle reciproche piazze fino alla 'ferrata' ad Avilla e fino alla palestra a Madonna, con esclusione dei festivi. Questo percorso forzato porterebbe molti meno genitori a muoversi in automobile e molti più bambini a desiderare di andarci a piedi per almeno un breve tratto, se non usano il Pedibus. Quest’attività è qualcosa che con l’andare degli anni abbiamo, o meglio hanno perso e che è un momento speciale dell’andare a scuola, passando a chiamare l’amico, rendendosi quanto possibile indipendenti nei percorsi stradali.
Il milione di euro a disposizione dovrebbe servire all'ammodernamento dei due poli delle primarie, dato che non coprirebbe neppure lo scheletro della secondaria, che a mio avviso andrebbe iniziata e finita il più velocemente possibile, ma essendo il plesso di Collosomano il migliore (fra i peggiori) potrebbe proprio quello permettere una sorta di prova generale, utilizzando la struttura più o meno com'è una volta fatte le modifiche più urgenti e sistemando temporaneamente gli scolari delle primarie fra Treppo, Avilla e Madonna.
Cordialmente,
Silva Ganzitti